Cartiglio sinistro Locomotiva elettrica a corrente trifase
E432.031
Cartiglio destro

figurino E432  

Anno di costruzione 1928 Massa in servizio 94000 Kg
Costruttore Breda, Milano Massa aderente 71000 Kg
Rodiggio 1'D1' (1-4-0) VelocitÓ massima 100 km/h
Lunghezza totale 13910mm Potenza continuativa 2200Kw a 75km/h
Numero motori 2 Diametro ruote motrici 1630 mm
Corrente di
alimentazione
Alternata trifase
3600 V - 16,67 Hz
Sforzo di trazione
massimo al gancio
14000 Kg
Tipo motori Indotto a collettore,
con reostato a liquido
Trasmissione finale Bielle
Combinazioni Cascata e parallelo Freno Automatico

Nel 1926 il Servizio Materiale e Trazione delle FS, sotto la guida dell’ing.Bianchi, inizi˛ a lavorare al progetto di una nuova locomotiva.

L’idea di fondo era di avere una locomotiva veloce per treni viaggiatori (atta quindi ai 100 km/h) ma che potesse sviluppare anche un buono sforzo di trazione all’avvio e alle velocitÓ intermedie tipiche della marcia in salita, condizione nella quale le precedenti locomotive E431 difettavano a causa dei motori collegati a cascata.

Visto anche il clima politico dell’epoca, si cerc˛ anche di evitare di utilizzare i brevetti stranieri riguardanti i pantografi a stanga, le bielle di accoppiamento e la trasmissione motori-ruote.

La macchina che ne risult˛ era una locomotiva con 4 assi accoppiati con bielle motrici, riceventi il moto dai due motori di trazione per mezzo di una speciale biella articolata chiamata per l’appunto, in onore del progettista, sistema Bianchi.

Era invece mutuata dalla precedente E431 la soluzione degli assi motori di estremitÓ accoppiati tramite un carrello all’asse portante adiacente (carrello italiano) per meglio inserirsi nelle curve delle tortuose linee italiane.

Le ruote erano del tipo in uso sulle locomotive a vapore con contrappesi di equilibratura e manovelle a 90░.

I due motori avevano dimensioni imponenti, circa due metri di diametro e venti tonnellate di peso; dotati di un ventilatore per il raffreddamento ad aria forzata erano, diversamente dalle locomotive precedenti, smontabili dall’alto.

Il circuito permetteva il collegamento in cascata per l'avviamento e prima velocitÓ a regime di 37,5 km/h e poi in parallelo per la marcia alle velocitÓ pi¨ alte che venivano ottenute per mezzo di commutazione a 12, 8 o 6 poli degli indotti.

Il collegamento in cascata venne eliminato nel ’40: si capý che era pi¨ pratico avviare i treni alla seconda velocitÓ mediante uso del reostato, evitando i problemi causati dalle commutazioni ad alta tensione e il surriscaldamento del motore collegato in cascata, che doveva fungere da limitatore di corrente del primo.

Da notare che venne adottato per la prima volta il pantografo a doppio strisciante al posto del trolley a stanga utilizzato da tutti gli altri gruppi.

La cassa era composta di una cabina centrale unica e due avancorpi di forma differente; in uno era alloggiato il reostato a liquido con relativa pompa e dispositivi di evaporazione.

Le locomotive vennero prodotte dalla Breda in due successive forniture per complessive 40 unitÓ e subito impiegate sulle importanti linee della Porrettana e del Brennero; in seguito anche sulle linee tra Torino e Genova, verso la val di Susa e sulle litoranee liguri, specie quella di ponente.

Usate in testa ai pi¨ importanti e pesanti treni, rapidi, direttissimi e internazionali, magari in doppia trazione con altri gruppi, rappresentarono la massima espressione tecnica della trazione a corrente alternata trifase. Fu proprio una E432, la .008, a trainare l'ultimo treno trifase: uno speciale Alessandria-Acqui Terme, il 25 maggio 1976, chiudendo un’epoca durata pi¨ di 70 anni.

La E432.031 viene inizialmente assegnata al deposito di Genova. Dopo la conversione in corrente continua delle pi¨ importanti direttrici del Nord-Ovest, attuata all’inizio degli anni ’60, viene assegnata al Deposito di Savona e nel ’74 a quello di Alessandria, dove termina definitvamente la carriera.

E' nota nell'ambiente degli amatori per essere stata riprodotta da una ditta di modellismo nella livrea nera, del tutto analoga a quella delle locomotive a vapore, che anche le locomotive trifase portarono per breve tempo, prima che venisse adottato lo schema di coloritura castano-Isabella.

La E432.031, isolata, sotto la neve
Foto MFP