Introduzione
La scelta di Savigliano
Le tappe della costruzione
La struttura del Museo
I rotabili esposti
I modelli esposti
Il lavoro di restauro
L?Associazione Museo Ferroviario Piemontese, costituitasi nel 1978 con Legge regionale n. 45, aveva per molti anni cercato una sede in cui esporre i rotabili via via reperiti ed acquisiti. Vari progetti, come ad esempio quello che prevedeva l?allestimento in una parte delle O.G.R. di Torino, erano rimasti sulla carta per i motivi più vari, sia tecnici, sia economico-finanziari.
Vennero perse delle occasioni, anche a causa di una certa disattenzione delle Istituzioni e di enti. La soluzione al problema giunse quando Savigliano si propose come città ospite del nuovo sito museale.
La storia della sede saviglianese del Museo Ferroviario inizia molto prima del 1996, ma è in questa data che il consigliere regionale del gruppo Lega Nord Claudio Dutto, esperto di trasporti ed appassionato di ferrovie, presenta una proposta di legge, che dopo essere stata firmata da rappresentanti di tutti i gruppi politici in Consiglio Regionale, viene approvata all?unanimità e diviene la L. R. 56/96, con la quale la Regione finanzia la costruzione della sede museale (Fase 1).
La scelta di Savigliano poggia su alcune determinanti ragioni:
Nella scelta del sito ove costruire la sede, è stata posta l?attenzione sulla necessità che il Museo fosse raccordato alla rete ferroviaria. Ciò è indispensabile non tanto per il ricovero dei mezzi storici, bensì per quella che potrebbe diventare la caratteristica saliente del "Museo Ferroviario Piemontese": il mantenimento in attività di parte dei rotabili storici. A differenza di altri musei esistenti in Italia, ove locomotive e rotabili vengono solo esposti staticamente, e solo l?immaginazione dei visitatori può ancora vederli in attività, il nostro Museo nasce attivo, con locomotive funzionanti in grado di percorrere le linee piemontesi a testimoniare un?importante fetta di storia e di vita della nostra Regione. La collocazione in Savigliano è ottimale sotto questo aspetto: dalla Savigliano-Saluzzo si accede alla Saluzzo-Cuneo, entrambe linee secondarie a scarso traffico, ove la circolazione di treni storici non creerebbe problemi per il normale servizio; da Cuneo poi i treni potrebbero proseguire sulla Cuneo-Breil-Ventimiglia, una linea eccezionale per i suoi scorci paesaggistici e per le sue soluzioni costruttive. La collocazione di Savigliano lungo la linea Torino-Savona/Cuneo consente inoltre un facile collegamento all?intera rete ferroviaria piemontese.
29 maggio 1999: con la cerimonia della posa della prima pietra si dà l?avvio ai lavori di costruzione del primo lotto, comprendente:
26 dicembre 2000: è varato lo scambio di interconnessione tra i binari interni del Museo e la ferrovia SaviglianoSaluzzo, che consente così l?ingresso di materiale rotabile nel sito museale in allestimento.
28 aprile 2001: il primo treno, trainato dalla locomotiva a vapore 422.009 "Lucia", del Museo Ferroviario Piemontese, fa il suo ingresso trionfale portando in visita la comitiva di FEDECRAIL, la Federazione dei Musei e delle Ferrovie Turistiche Europee, che ha tenuto a Torino la sua annuale assemblea. Questo evento richiede una apposita autorizzazione, in quanto a tale data il Museo è ancora un cantiere: la circolazione del convoglio su uno dei binari già posati è ammessa in via eccezionale.
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Lo speciale Torino-Savigliano MFP (con trazione a vapore da Carmagnola al capolinea) del 28 aprile 2001, riservato ai partecipanti al Congresso Fed.E.C.Rail. In coda, si scorge la E 428.058, che ha trainato il convoglio da Torino a Carmagnola. (foto A. Coccioni/MFP) |
8 dicembre 2001: In questa data si tiene l?inaugurazione ufficiale del nuovo Museo Ferroviario Piemontese, destinato ad ampliarsi ulteriormente nei prossimi anni.
2002: durante l'anno raggiungono il Museo altri importanti pezzi della collezione. In particolare, il 6 agosto è la volta dell'arrivo di tre locomotive trifase che hanno fatto la storia della ferrovia italiana, oltre ad un carro cellulare storico.
2003: Dopo un primo periodo di apertura sperimentale, il Museo entra nella fase di attività definitiva. Nuovi rotabili si aggiungono all'esposizione ed iniziano i lavori di copertura della rotonda.
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| Le locomotive trifasi, E 554.174, E 432.031 ed E 431.027, esposte sui binari della "stazione" del Museo |
All?ingresso i visitatori vengono accolti nella reception del Museo, situata in un edificio multifunzionale: al suo interno troviamo sala espositiva, biblioteca, sala congressi, uffici e servizi vari. Da questo edificio si accede alla parte prettamente ferroviaria del museo, i cui elementi salienti sono:
Naturalmente, tutti gli scambi saranno funzionanti, ed i binari saranno attivi in modo da permettere ai treni di effettuare manovre, partenze ed arrivi, in accordo con la vocazione di "museo vivente" del MFP. Attualmente è stata già realizzata ed è visitabile la piattaforma girevole con parte della rotonda, oltre alla stazione di testa ed all?edificio multifunzionale. Nello spazio esterno compreso tra l?edificio del museo e la stazione di testa è stato allestito un impianto ferroviario in miniatura in scala 1:32 (scala I modellistica). L?ampliamento futuro riguarderà il completamento della rotonda e la sua copertura, la costruzione dell?officina e del fascio smistamento. I visitatori del Museo possono comunque avere una visione d?insieme dell?aspetto definitivo del complesso, grazie ad un plastico in scala 1:160 (scala N modellistica), opera del maestro modellista Nanni Moro, esposto all?interno dell?edificio. |
![]() Il plastico di Nanni Moro. |
Il "cuore" del Museo: la piattaforma girevole
Le piattaforme girevoli nacquero praticamente assieme alle prime ferrovie, con lo scopo di girare le locomotive a vapore. Queste erano infatti unidirezionali, o per lo meno avevano una direzione di marcia ottimale, mentre la retromarcia imponeva pesanti limitazioni (salvo in alcuni tipi che rappresentarono però rare eccezioni).
La seconda funzione che con l?evoluzione delle ferrovie fu assegnata alle piattaforme girevoli, fu quella di distribuire le locomotive (ma anche carri e carrozze) su fasci di binari afferenti la piattaforma stessa. Un impianto completo di questo tipo è stato ricostruito proprio nella sede di Savigliano del Museo Ferroviario.
Una piattaforma girevole è composta da due elementi strutturali base: la vasca (in muratura) ed il ponte girevole (in metallo). Le dimensioni in ambito F.S. possono variare da un minimo di 5,5 metri (per carri e piccole locomotive) sino ad un massimo di 21,5 metri (su cui è possibile girare qualsiasi tipo di locomotiva).
La piattaforma girevole installata a Savigliano è una F.S. da 21 metri di diametro, la cui progettazione risale agli anni ?10; tali piattaforme vennero costruite negli anni ?20 e successivi, sino ad essere sostituite da quelle di 21,5 metri, progettate con una diversa struttura ed un maggior numero di punti di scorrimento del ponte.
Naturalmente la vasca è stata costruita ex novo, in cemento armato, ma il ponte è originale, come pure sono originali il motore (ad aria compressa) e tutte le apparecchiature secondarie.
La struttura del ponte girevole è composta da due travate metalliche gemelle collegate tra di loro per mezzo di due robuste traverse centrali, quattro traverse estreme e altri travi minori disposte diagonalmente, tutte imbullonate tra di loro.
Tra le due traverse centrali troviamo il castello di sospensione del ponte, di acciaio fuso, attraversato da quattro chiavarde di regolazione, per mezzo delle quali il ponte resta sospeso al cappello del perno centrale.
Alle due estremità troviamo quattro ruote, dal diametro di 90 centimetri, che sostengono il ponte. Se ben regolato, il ponte si trova in perfetto equilibrio sul perno centrale.
Il ponte è stato recuperato ed acquistato, fuori opera e mai utilizzato, nell?Officina Meccanismi F.S. di Pontassieve. La revisione ed il montaggio sono stati realizzati in modo magistrale dalle Officine Milanesio di Moretta, ed oggi la piattaforma funziona perfettamente.
Oggi la piattaforma costituisce il "cuore" del museo e rappresenta un raro pezzo di archeologia industriale, elemento di per sé da esposizione, che contribuisce a valorizzare ancor più la sede del Museo Ferroviario Piemontese.
Savigliano è una realtà che è destinata ad ampliarsi con il tempo. La sua struttura attuale, sebbene già ampliata rispetto ai giorni dell'inaugurazione, non consente amcora di ospitare l?intero patrimonio di oltre sessanta rotabili acquisiti negli anni scorsi dal MFP; inoltre, fino a quando non sarà allestita un?officina di restauro e manutenzione dei rotabili, non sarà possibile ospitare stabilmente le locomotive funzionanti del Museo. Ciò non toglie che queste macchine possano visitare il Museo di Savigliano in occasione di particolari eventi, come l?inaugurazione stessa, oppure i numerosi treni speciali che hanno avito origine o che hanno fatto tappa a Savigliano dal 2003 in poi.
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| Una piccola parte dell'esposizione, ripresa durante una forte nevicata |
Comunque, l'esposizione può già vantare un buon numero di pezzi, ed altri sono destinati ad aggiungersi. I pezzi attualmente visibili sono elencati nella sezione Il parco rotabili. Inoltre, non elencati, fanno parte della mostra numerosi carri merci storici chiusi, a sponde basse, a sponde alte e cisterna.
Modelli di rotabili
Plastici e diorami
Pur non esistendo ancora l?officina di restauro e manutenzione, un gruppo di volontari ha già iniziato un?opera di restauro estetico dei mezzi esposti: si tratta sostanzialmente di una operazione di ripulitura e riverniciatura dei rotabili. La manutenzione dei mezzi attivi si tiene, invece, nelle officine di Porta Milano a Torino
I volontari che partecipano a questo lavoro si ritrovano a Savigliano ogni sabato. Siamo però ancora pochi, rispetto alla mole di lavoro necessaria: se anche tu vuoi darci una mano, contattaci all?indirizzo volontari@museoferroviariopiemontese.com.
| Settembre 2001. Il Museo non è ancora aperto, ma i
volontari del MFP sono già all'opera. La Breda F.T.N. n° 23 è in corso di riverniciatura per l'esposizione statica (la vediamo nella fase in cui viene applicato l'antiruggine), mentre la 940.030, in secondo piano, è già stata sottoposta alla rimozione di un vistoso graffito sulla fiancata sinistra. (foto A. Coccioni/MFP ) |
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